Numerose sono le chiese disseminate nella valle. Salendo da San
Floriano, la prima che incontriamo é in località Pozzo: dedicata a
San Marco, essa rivela la sua origine
romanica nelle strutture architettoniche ed in particolare nel bel
campanile, mentre l'interno si adorna di affreschi trecenteschi di
buona fattura. In uno dei suoi fianchi è infisso un voto romano
dedicato a Giove che fu forse, a suo tempo, raccolto nei pressi, e
che testimonierebbe in questo caso, dunque, la preesistenza di un
sacello pagano nello stesso luogo ove poi sarebbe sorto il sacello
cristiano.
A Valgatara la chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Fermo e
Rustico, è pure di origine medioevale: è parrocchia, smembrata dalla
Pieve di San Floriano, dal 24 dicembre 1797. L'architettura della
chiesa odierna è ottocentesca: fu realizzata su disegno
dell'architetto Francesco Ronzani nel 1854, aggiungendo due navate
laterali e un'abside rotonda ad un edificio forse quattrocentesco.
Nel 1944, su progetto dell'architetto Francesco Banterle, la chiesa
è stata allungata e innalzata fino a raggiungere le attuali
dimensioni.
Marano, già parrocchia nel 1454, aveva una sua chiesa settecentescache tuttora, pur priva
dell'arredo e abbandonata, si può vedere accanto al nuovo tempio edificato tra il 1922 e il
1924 su disegno di don Giuseppe Trecca. A forma di croce greca con
cupola alta quasi trenta metri, essa ha buone decorazioni dei
pittore Aldo Tavella eseguite fra il 1944 e il 1945. Da questa
parrocchia dipendono anche le chiese di san Giorgio in contrada Purano
(sec. XV), di san Carlo in contrada Canzago <sec. XVII) e di
sant'Eustachio in contrada Prognol.
Numerose, nel territorio comunale, anchele ville, due delle quali in località
Canzago, le altre sei a Valgatara.
Villa ex Lorenzi, in contrada Canzago, è
dell'architetto Luigi Trezza. La costruzione è della fine del XVIII
secolo, o del principio del XIX, e ripete i motivi architettonici
sanmicheliani. Anche villa Rizzini, già Porta, sempre in
contrada Canzago, è bella e pittoresca costruzione settecentesca,
notevole per la facciata con porte e finestre bugnate, con elegante
scala esterna a quattro rampe, balaustra in tufo e poggioli in
ferro, e per il duplice loggiato rustico che si sviluppa sul fianco
orientale, mentre ad occidente un'ala si prolunga verso la strada
terminando nella semplice facciata dell'oratorio di san Carlo.
Circondata in passato da una vasta proprietà terriera e da un
giardino con fontane, ora scomparso, restano in questa villa gli
stemmi comitali dei Porta, che diedero il nome ad una vicina
contrada.
Le altre sei ville, in Valgatara, sono villa ex
Graziani, villa Campagnola, villa Raisa Rimini, villa Silvestri,
villa Fasanara, villa il Castello. Villa ex
Graziani, pare sia stata costruita nel 1826 su disegno
dell'architetto Giuseppe Barbieri: è bella, poderosa ed equilibrata
costruzione di linee classiche che ripetono gli schemi
sanmicheliani. Villa Campagnola è vasto e pittoresco edificio diviso
in due parti: su quella occidentale sporge una loggia architravata
con sottostante portico ad archi e pilastri bugnati, di tipo
sanmicheliano, e un'ala si protende in avanti a formare il rustico,
attraversato dall'atrio d'ingresso con solenne portone. Nella parte
orientale dell'edificio vi è una scala esterna a due rampe e lo
stemma dei conti Soardi, antichi proprietari. Villa Raisa Rimini fu
costruita intorno al 1880: è di linee classiche, sobrie ed eleganti.
Ha intorno un piccolo parco. Villa Silvestri fu costruita anch’essa
verso il 1880, secondo gli schemi classici, con linee
architettoniche semplici ma eleganti. Ha intorno un parco
giardino.
Notevole è il complesso di villa "La Fasanara". Ha una parte più vecchia,
quella a portico e loggia con l'alta colombaia ornata di belle
cornici in cotto, certamente quattrocentesche. La località però è
ricordata in documenti molto più antichi, e pare derivi il suo nome
da una riserva di caccia del re Berengario, che nel secolo X aveva
nel vicino San Floriano una villa. La costruzione quattrocentesca ha
tre arcate nel portico, sei nella loggia e due piccole finestre
rotonde in alto, sotto la gronda, tra i resti d'una decorazione
pittorica che doveva ricoprire tutta la facciata, e di cui é traccia
anche sulla colombaia.
Villa "Il Castello" infine è un grande edificio, chiamato "il
Castello" forse perché costruito sul sito di un antico maniero. Ora
adibita a casa colonica, in passato fu dimora padronale ed ha in
facciata due quadrifore a pilastrini rustici che sormontano ciascuno
due archi di portico.
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