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La piana di Fumane, che cade in parte nel territorio di San Pietro in Cariano con il quale il Comune confina a sud, termina subito alle spalle del capoluogo, vera e propria porta di accesso alla lunga e stretta incisione principale della valle che punta diritta verso nord. Sui fianchi della piana, sulle colline cioè che la dividono dalla valle di Marano ad est e dalle vallette di Gargagnago e S.Ambrogio ad ovest, su queste colline e su quelle che stanno immediatamente alle spalle del capoluogo regna oggi la coltura della vite, specializzata o promiscua con quella dell'olivo e del ciliegio, essendo ormai totalmente sparite le colture cerealicole e del gelso che, fino a non molti decenni fa, testimoniavano eloquentemente di un agricoltura di sussistenza per le singole famglie di coltivatori diretti o di mezzadri, essendo da queste parti pressochè sconosciuta la figura del salariato e rara essendo anche la figura del fittavolo. La vite regna sovrana, produttrice di quella uve dalle quali si ricavano gli ottimi vini locali nelle versioni "ufficiali", ma anche in versioni "casalinghe", non meno apprezzate delle prime per la gioia di intenditori dal palato raffinato, cultori di una enogastronomia che - con altre forme di agriturismo - può divenire sempre più motivo di valorizzazione dei prodotti tipici della valle e proprio, innanzitutto, dei suoi robusti vini, conosciuti, lodati e commerciati già in età romana.
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