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L'area del monte Baldo ha antiche tradizioni nel settore lapideo, in passato questo significativo comparto ha esercitato un ruolo preminente nella realtà produttiva caprinese. Basti pensare che tutto il Nord-Est del territorio (dalla classica frazione di Lubiara, a Gamberon, Spiazzi, ecc.) era interessato da numerose cave di marmo, le famose "preare", dove lavorava la quasi totalità della popolazione attiva locale. Addirittura "mitici" erano gli scalpellini e i lapiciti nostrani, autentici artisti, richiesti ovunque anche all'estero, ed ora quasi completamente scomparsi.
Dopo l'eliminazione della ferrovia Verona-Caprino, il settore scivolò verso la marginalità. Al presente la situazione è in netta ripresa a seguito della realizzazione a sud di Caprino dell'autostrada Modena-Brennero e della disponibilità di aree.
Attualmente in Caprino sono attive sei cave da cui si estrae "Rosso Verona" e "Nembro". Esiste inoltre circa una dozzina di aziende dedite alla lavorazione.
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